Grazie alle Forze dell’ Ordine, questo è Amor di Patria !

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La dittatura finanziaria totalitaria prossima ventura.

Comincia così, con un regalo da 420 milioni di euro annui ai banchieri e una proposta che, se accettata, ci condannerà ad essere più simili alla Grecia e molto meno alla Francia, alla Germania e all’Inghilterra, la reale dittatura finanziaria totalitaria che, più della democrazia o più di qualsiasi presa del potere attraverso le armi, caratterizza i tempi che ci apprestiamo a vivere e a lasciare in eredità ai nostri figli. Se non avremo la forza di combattere.

Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni Enrico Letta Bankitalia

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Allarme della London School of Economics: “Non rimarrà nulla dell’Italia”

Nel giro di 10 anni del nostro Paese non rimarrà più nulla. O quasi. E’ la conclusione catastrofica cui giunge nella sua analisi il professore Roberto Orsi della London School of Economics and Political Science (LSE). Che cosa ci sta portando alla dissoluzione e all’irrilevanza economica? Una classe politica miope che non sa fare altro che aumentare le tasse in nome della stabilità. Monti ha fatto così. E Letta sta seguendo l’esempio. Il tutto unito a una “terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa”.

L’ANALISI DI ORSI

“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà.

Il governo sa perfettamente che la situazione è insostenibile, ma per il momento è in grado soltanto di ricorrere ad un aumento estremamente miope dell’IVA (un incredibile 22%!), che deprime ulteriormente i consumi, e a vacui proclami circa la necessità di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese alle rendite finanziarie. Le probabilità che questo accada sono essenzialmente trascurabili. Per tutta l’estate, i leader politici italiani e la stampa mainstream hanno martellato la popolazione con messaggi di una ripresa imminente. In effetti, non è impossibile per un’economia che ha perso circa l’8 % del suo PIL avere uno o più trimestri in territorio positivo. Chiamare un (forse) +0,3% di aumento annuo “ripresa” è una distorsione semantica, considerando il disastro economico degli ultimi cinque anni. Più corretto sarebbe parlare di una transizione da una grave recessione a una sorta di stagnazione.

Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. L’Italia non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori.

La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza , l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa.

L’Italia ha attualmente il livello di tassazione sulle imprese più alto dell’UE e uno dei più alti al mondo. Questo insieme a un mix fatale di terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d’Europa, sta spingendo tutti gli imprenditori fuori dal Paese. Non solo verso destinazioni che offrono lavoratori a basso costo, come in Oriente o in Asia meridionale: un grande flusso di aziende italiane si riversa nella vicina Svizzera e in Austria dove, nonostante i costi relativamente elevati di lavoro, le aziende troveranno un vero e proprio Stato a collaborare con loro, anziché a sabotarli. A un recente evento organizzato dalla città svizzera di Chiasso per illustrare le opportunità di investimento nel Canton Ticino hanno partecipato ben 250 imprenditori italiani.

La scomparsa dell’Italia in quanto nazione industriale si riflette anche nel livello senza precedenti di fuga di cervelli con decine di migliaia di giovani ricercatori, scienziati, tecnici che emigrano in Germania, Francia, Gran Bretagna, Scandinavia, così come in Nord America e Asia orientale. Coloro che producono valore, insieme alla maggior parte delle persone istruite è in partenza, pensa di andar via, o vorrebbe emigrare. L’Italia è diventato un luogo di saccheggio demografico per gli altri Paesi più organizzati che hanno l’opportunità di attrarre facilmente lavoratori altamente, addestrati a spese dello Stato italiano, offrendo loro prospettive economiche ragionevoli che non potranno mai avere in Italia.

L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi – collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio del Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica, che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano. L’interventismo del Presidente è particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e del governo Letta, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale.

L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che Monti ha aggravato la già grave recessione. Letta sta seguendo esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia.

In conclusione, la rapidità del declino è davvero mozzafiato. Continuando su questa strada, in meno di una generazione non rimarrà nulla dell’Italia nazione industriale moderna. Entro un altro decennio, o giù di lì, intere regioni, come la Sardegna o Liguria, saranno così demograficamente compromesse che non potranno mai più recuperare.

I fondatori dello Stato italiano 152 anni fa avevano combattuto, addirittura fino alla morte, per portare l’Italia a quella posizione centrale di potenza culturale ed economica all’interno del mondo occidentale, che il Paese aveva occupato solo nel tardo Medio Evo e nel Rinascimento. Quel progetto ora è fallito, insieme con l’idea di avere una qualche ambizione politica significativa e il messianico (inutile) intento universalista di salvare il mondo, anche a spese della propria comunità. A meno di un miracolo, possono volerci secoli per ricostruire l’Italia.”

Tratto da:http://www.affaritaliani.it/economia/london-school-economics171013.html

 

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SCANDALO: ORA SI CHIEDONO I SOLDI INDIETRO AI LAVORATORI

Avreste mai immaginato che una nota BANCA arrivasse a tanto?

Una nota Banca Italiana in questi giorni ha inviato a tutti i fornitori la seguente missiva:

Richiesta di una percentuale di sconto per il periodo 01/01/2013 – 31/12/2013

Gentile Fornitore

La presente crisi economica rende necessaria l’evoluzione dei modelli di business sottostanti il sistema bancario attraverso un controllo della spesa e dei modelli di gestione dei costi.

In tale contesto * * * OMISSIS * * *sta  trattando con rinnovato vigore lo spirito della trasformazione, affrontado i propri obiettivi nel rispetto del Piano di Ristrutturazione recentemente approvato dalla Commissione Europea.

A tale proposito sono stati selezionati i fornitori (TUTTI!) di maggior valore con cui ***OMISSIS*** intende proseguire un rapporto di partnership di medio periodo e a cui si richiede un contributo per affrontare  questa nuova sfida .

*** OMISSIS*** richiede pertanto la Vostra disponibilità ad accettare l’applicazione di uno sconto “eccezionale” una tantum per l’anno 2013 , secondo quanto riportato di seguito:

–          Applicazione di una percentuale di sconto nell’ ordine del 10% sugli importi fatturati nel periodo 01/01/2013-31/10/2013 tramite nota di credito (da inviare al seguente recapito : Servizio Acquisti di ***OMISSIS***):

–          Applicazione di una percentuale di sconto nell’ ordine del 10% sugli importi da fatturare per il periodo 01/11/2013- 31/12/2013

In allegato il modello di risposta da utilizzare per confermare la Vostra disponibilità.

Sicuri di un vostro positivo riscontro

Distinti Saluti

Direzione Generale *** OMISSIS***”.

 

Ma come siamo messi??

Sarà un test? Presto riceveremo tutti lo stesso dallo Stato ?

 Per  ovvi motivi abbiamo rimosso con ***OMISSIS*** i riferimenti della Banca in questione. 


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Importante: Mercoledì 27 Novembre aderisci anche tu alla serrata di 4 ore delle partite IVA

Basta Tasse aderisce all’ iniziativa di  “imprese che resistono” http://www.impresecheresistono.org/ ed invita tutti a seguire e diffondere l’iniziativa al fine di poter dare un forte segnale al governo e all’ informazione.

Condividendo il presente articolo su Facebook cosi da  riuscire ad informare e coinvolgere il maggior numero di persone possibili.

Il prossimo 27 novembre 2013 assisteremo ad un evento senza precedenti :piccoli imprenditori, i commercianti, i titolari di partita IVA, insomma coloro che sentono sempre più la pressione della crisi, intendono mandare un messaggio chiaro al mondo della politica.Qui tutti parlano e parlano e parlano, ma se ci fermiamo NOI (che ormai siamo rimasti l’unica vera forza motrice del Paese) poi davvero non ce ne sarà più per nessuno. Noi siamo quelli che PAGANO le tasse (eccome), che sono SUPER-TARTASSATI non solo dal fisco ma anche dalla burocrazia, quelli che hanno creato posti di lavoro e continuano a pagare gli stipendi ai propri dipendenti senza se e senza ma (e se magari c’è da “tagliare” qualcosa, prima di tutto tagliano le PROPRIE spese). Noi siamo quelli che per avere un credito di 100 da una qualsiasi banca, devono presentarsi con garanzie pari a 1000. Arrivando al lapalissiano concetto che se io “avessi” 1000 … non avrei bisogno di chiedere 100 a chicchessia. Ebbene il 27 novembre(che è un mercoledì) ci fermeremo per 4 ORE. Anche se il “non” lavorare per noi significa rinunciare a possibili guadagni, senza poter invece rinunciare a dover pagare le tasse, vogliamo ancora SPERARE che il nostro grido di dolore non resti inascoltato. Noi siamo davvero ARRABBIATI perché vediamo che ci stanno rubando il futuro, ci impediscono di crescere, ci costringono a tagliare posti di lavoro in quanto quei soldi che vorremmo continuare a pagare ai nostri dipendenti invece li dobbiamo, obtorto collo, dare allo Stato per fini sempre più innominabili.

Molti di noi stanno lasciando l’Italia: non lo fanno per la voglia di evadere le tasse (come a tanti piace credere!) ma solo per la voglia di “sopravvivere”, di continuare ad esistere, di avere ancora una speranza. Chiediamo solo di non essere la voce che grida nel deserto: possiamo ancora farcela, ma la candela che tiene accesa la nostra speranza è ormai al lumicino.

“Sono un imprenditore come te, non importa se piccolo, medio, grande ma è arrivato il momento di dire a gran voce ai nostro governanti che nella nostra Italia è diventato impossibile lavorare, fare impresa, creare posti di lavoro, creare ricchezza. Senza questi obiettivi il Paese sarà drammaticamente compromesso. Non ci sono più alibi. Non esiste il minimo segnale che possa far pensare che l’Italia tutta si possa risollevare economicamente e NOI non possiamo più aspettare “domani” … per questo il prossimo MERCOLEDI’ 27 NOVEMBRE ci fermeremo per quattro ore.”

Diventa anche tu paladino di Basta Tasse iscriviti quì

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SACCOMANNI, BAIL-IN E LOTTA AL CONTANTE

SACCOMANNI, BAIL-IN E LOTTA AL CONTANTE

RISPARMIATORI E LAVORATORI SACRIFICATI ALLE BANCHE IN CRISI PER TRUFFE DEI BANCHIERI

Nei secoli passati, i saccomanni erano i razziatori dei campi di battaglia, che, dopo la fine dei combattimenti, andavano a spogliare feriti e caduti dei loro oggetti di valore. Prima, questo vocabolo designava i furieri, gli addetti alle salmerie; poi però, nel tempo, si trovò ad esso si addiceva maggiormente il significato di “predatori”.

S.E. il ministro Fabrizio Saccomanni, con tutto il rispetto, absitque iniuria verbis, è fiduciario dei banchieri nostrani, dato che viene dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, già presieduta dal noto Mussari, accusato, assieme ad altri, di aver “svuotato” il MPS dei suoi soldi pagando Antonveneta un multiplo del suo valore.

In tutto il mondo “democratico”, il  contrasto di interessi dei banchieri  rispetto alla popolazione  è il dato emergente dai disastri economici-finanziari degli ultimi anni, causati dagli azzardi, dalle speculazioni e dalle mega-frodi della grande finanza (quella che socializza le sue perdite e ultimamente sceglie i capi di governo che la aiutano a fare questa socializzazione – vedi MES).

Fabrizio Saccomanni preme per proibire i pagamenti in contanti, che sono già proibiti sopra i 999 euro, ma a Saccomanni non basta, vuole abbassare ancora il tetto, dicendo che obbligare a pagare con strumenti bancari aiuterebbe a ridurre l’evasione.

Qualcuno, con spirito pratico, gli obietta che, invece, scoraggiare l’uso del contante imponendo l’uso della carta di credito (che ha un costo, e che non tutti possono ottenere) scoraggia i consumi, quindi riduce la domanda aggregata e produce ulteriore recessione. Peraltro, è palese che, evasione o non evasione, gli italiani già ora pagano più tasse di tutti, e che se tutte queste tasse non bastano, è perché quelli che le mettono e le raccolgono – politici, amministratori, burocrati – sono (salve le poche eccezioni) una masnada di ladri incapaci, sicché anche se si eliminasse l’evasione senza eliminare loro, la situazione non migliorerebbe affatto, anzi peggiorerebbe.

Io aggiungo: in Italia e in tutta l’Eurozona, in forza del Trattato di Maastricht, vi è una sola valuta legale, ossia quella emessa in via esclusiva dalla BCE e dalla Banca d’Italia: il contante, le banconote. Le altre forme di moneta  – assegni, bonifici, carte di credito/debito – sono moneta (lecita, convenzionale, ma) non legale, non primaria, creata da soggetti diversi dalla BCE. Quindi il proibire o limitare l’uso della moneta legale, è illegale, contraddittorio, antinomico. Idem l’imporre per legge l’uso di monete non legali.

E osservo: l’imporre l’uso della moneta non-legale, bancaria, è un favore che si fa ai banchieri, nemici della società, perché essi lucrano le commissioni, perché essi così incamerano dati commercialmente utili sulla vita della gente, e perché il cittadino in tal modo è praticamente spinto ad affidare il suo contante alla banca, la quale quindi acquisisce la proprietà e la disponibilità delle banconote, cioè della moneta primaria, high power money, dal cittadino, a costo zero, anziché pagandola alla banca centrale o ad altre banche.

Ma non solo. Le banche italiane, complessivamente, sono in grave pericolo di crisi di liquidità. Dichiarano circa 140 miliardi di crediti inesigibili, ma i crediti inesigibili sono molti di più, perché le banche, con vari espedienti, non dichiarano in bilancio molti ulteriori crediti inesigibili (contenzioso sommerso),siccome non hanno i soldi liquidi che sarebbero necessari per costituire i fondi di svalutazione credito implicati da tali registrazioni in bilancio.

E Draghi ha detto ultimamente che l’anno prossimo la BCE eseguirà sulle banche stress test severi, e che non sarà indulgente; quindi potrebbero saltar fuori quelle scomode verità, e le banche italiane allora dovrebbero essere salvate – anche questo si dice da tempo – con un bail-in, ossia coi soldi non dello Stato o di altre banche, ma degli azionisti, degli obbligazionisti e dei risparmiatori-depositanti, come già fatto a Cipro. Quindi i banchieri hanno interesse a che la “legge” imponga ai cittadini di non usare il denaro contante nelle loro transazioni, e renda difficile, nonché pericoloso fiscalmente, sia ritirare che depositare il contante, in modo che, se non altro per ragioni pratiche e per paura di segnalazioni al fisco, i cittadini siano indotti a lasciare i loro soldi in banca e a pagare attraverso di essa anziché per contanti!  In tal modo, quando arriverà il bail-in, i banchieri potranno colmare coi nostri soldi i buchi scavati dalle loro truffe.

Ma c’è di più: tali misure restrittive anti-contente, che forzano la gente a usare come moneta solo quella privata, contabile, putativa emessa dai banchieri in via creditizia, finiscono per imporre questa moneta dei banchieri al posto e in sostituzione della moneta legale, un tempo pubblica e ora semi pubblica, e sopprimendo il diritto a usare quest’ultima, realizzano nel tempo un vero atto di usurpazione e colpo di Stato economico-finanziario.

30.10.13       Marco Della Luna

Tratto da http://marcodellaluna.info/sito/2013/10/30/saccomanni-bail-in-e-lotta-al-contante/

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Manifesto

Basta Tasse nasce  per dare una rapida ed incisiva risposta alla attuale deriva fiscale che stà distruggendo la nostra economia ed il nostro futuro.

La grave crisi finanziaria che ha colpito l’Italia   può essere risolta solo incominciando da riforme strutturali che coinvolgano l’intero sistema compreso quello Monetario. Non è accettabile che uno Stato Sovrano debba cedere parte della propria sovranità al potere, tutto privato, della finanza.

Via i servi del rigore, via i corrotti del sistema finanziario, via i finti political-intellettuali capaci solo di ingannare.
La nostra idea è semplice: tetto massimo alla tassazione diretta ed indiretta , rispetto della costituzione (che oggi viene sistematicamente disattesa) .
Via i mediocri dalla politica ! Abbiamo bisogno di menti libere, giovani e capaci.

Non si risana una classe dirigente con la mediocrazia e con il politico al ribasso !

Non abbiamo bisogno dei saldi, abbiamo bisogno di gente capace e non compromessa.

Riteniamo inaccettabile e “criminale” l’attuale sistema guidato dalla BCE che finanzia le Banche con moneta a tasso nullo, mentre  gli stati sovrani per finanziarsi  (sicuramente aventi garanzie maggiori di una MPS…)  devono corrispondere alle Banche un alto interesse : questo comporta che di fatto i cittadini  pagano parte delle  le tasse per arricchire i bilanci delle banche!

Le tasse non devono essere utilizzate per pagare interessi finanziari , ma devono servire per ridistribuire ricchezza e rendere efficente il ciclo economico dello stato.

L’eccessiva tassazione ci ha portato in una  spirale recessiva che deve con tutti gli sforzi essere evitata.

Il nostro obbiettivo è quello di portare il prelievo fiscale/contributi ad un livello sostenibile , equo ed eticamente corretto pari al  35% (mentre oggi  in Italia siamo oltre il  68%)

Anche il cuneo fiscale deve essere portato alla media OSCE : 35 %.

Riteniamo percorribili strade d’emergenza quali il ritorno alla Lira o all’ introduzione di una Banca Centrale Sovrana anche limitatamente agli stati PIIGS.

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TOTO’-LETTA, PEPPINO E LA MALAFEMMINA

Come sempre fanno le autorità che provano a passare per incapaci ma sanno benissimo dove vogliono andare a parare, visto che l’eccessiva pressione fiscale ha causato il decadimento di tutti gli indicatori economici del paese, la soluzione è stata brillantemente individuata in un ulteriore aumento delle tasse.
Stante la difficoltà di reperire ulteriori possibilità di prelievo, per risolvere la cosa diverse fonti stanno suggerendo all’esecutivo di valutare l’opportunità di chiedere l’anticipo dell’anticipo.
Obbligandoci in pratica a versare a fine anno non solo il 105% delle tasse per il 2014, ma anche quelle del 2015, 2016 e 2017.Il che è proprio quello che faceva Totò in “Totò, Peppino e la Malafemmina”, in una delle scene più divertenti di quel film. Volendo comperare una collana a una bella ragazza, ma non disponendo dei contanti necessari, pensò di farsi dare seduta stante da un suo fittavolo le pigioni anticipate per gli anni a venire.A fronte della sua richiesta, il fittavolo gli dice: “ma se vi ho già pagato ’56, ’57 e ’58”...

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